Introduzione

Si dice che la verità attraversa 3 fasi:
La prima è rappresentata dalla negazione,La seconda da una forte opposizione,La terza dalla sua diffusa accettazione come dato di fatto.
Guardando questo blog ricordatevi che le persone che faranno altrettanto,probabilmente rientreranno in una di queste 3 categorie.Alcune rifiuteranno di credere che quello che stanno osservando possa essere vero,altre si opporranno violentemente alla diffusione di queste informazioni e faranno il possibile per screditare il messaggero invece di prestare attenzione al messaggio.
Poi probabilmente ci saranno altre persone che diranno: "non mi sorprende affatto l'ho sempre saputo,è tutto vero".
Osservando questo blog vedrete delle prove,che siano deboli o concrete non importa. Più prove si raccolgono,più la verità diventa possibile,probabile e in fine certa.

giovedì 14 giugno 2012

La Sacra Sindone non è un falso medioevale


La Sacra Sindone, il telo avrebbe avvolto Gesù nei giorni compresi fra la sua morte e la resurrezione, continua a far parlare di se e ad attrarre l’attenzione di scienziati di tutto il mondo.
L’ultimo studio effettuato sul Sacro lino è dell’Enea (l’agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) che dopo 5 anni di accurate analisi pare non aver alcun dubbio: ”La Sindone di Torino non può essere opera di un falsario medioevale.”
In particolare gli scienziati avrebbero focalizzato l’attenzione sulla potenza necessaria per colorare istantaneamente la superficie di un lino corrispondente ad un corpo umano di statura media con una radiazione VUV. La potenza sarebbe infatti dell’ordine dei 34000 miliardi di Watt.
Impossibile quindi che nel medioevo disponessero di una tecnologia simile. L’enigma dell’origine dell’immagine della Sindone di Torino rimane ancora “una provocazione all’intelligenza”, come aveva dettoGiovanni Paolo II.
Fonte: VaticanInsider


L’equipaggio dell’Apollo 11 rivela dettagli sorprendenti:"Eravamo scortati da un Ufo"



apollo11
Misteri dello spazio a 37 anni dallo sbarco sulla luna l’equipaggio dell’Apollo 11 rivela dettagli sorprendenti.
«Eravamo sulla Luna scortati da un Ufo»
Trentasette anni fa, esattamente in questi giorni, milioni di persone in tutto il mondo affollavano i bar per seguire da preistoriche tv in bianco e nero l’avventura dell’Apollo 11, la capsula che avrebbe portato l’uomo sulla Luna.Coperte dalle voci dei commentatori, si udivano sullo sfondo le incomprensibili comunicazioni tra la base di Houston e i tre astronauti nella navicella: Neil Armstrong, Edward «Buzz» Aldrin e Michael Collins. Due frasi, scambiate il 19 luglio, poco prima dello sbarco, erano sembrate a tutti i tecnici che seguivano la missione una normale richiesta di informazioni, ma nascondevano un segreto che Aldrin ha rivelato solo adesso: l’Apollo 11 non era solo nello spazio.
L’equipaggio chiese alla base dove si trovasse rispetto a loro l’S-IVB, il terzo modulo del razzo che li aveva spinti verso la Luna. Dopo qualche minuto, Houston rispose che si trovava a 6000 miglia nautiche, circa 11 mila chilometri. «Non poteva dunque essere quello – ha rivelato Aldrin – il grande oggetto che vedevamo dall’oblò ad una certa distanza da noi. Era a forma di anello e si muoveva ad ellissi. Collins decise di guardarlo meglio con un cannocchiale, non era sicuramente il nostro razzo».
I tre astronauti decisero di non comunicare altro alla base, e di parlarne solo al loro ritorno in un briefing riservato. «Che cosa potevamo fare? – ha spiegato Aldrin -. Dovevamo metterci a gridare “ragazzi, c’è qualcosa che si muove qui di fianco, avete idea di che cosa possa essere?” Molta gente ascoltava le comunicazioni tra noi e Houston, gente di tutti i tipi. Temevamo che qualcuno potesse chiedere di annullare la missione, a causa di una minaccia aliena o per qualunque altra stupida ragione. Così decidemmo solo di informarci per precauzione su dove si trovasse l’S-IVB».
Tornati sulla Terra, accolti dal presidente americano Richard Nixon a bordo della portaerei Hornet, gli astronauti raccontarono le fasi dell’avvistamento ai responsabili della missione. La Nasa decise di non renderle pubbliche. Il dottor David Baker, all’epoca Senior Scientist dell’Apollo 11, ha spiegato che l’Agenzia spaziale americana, temendo il ridicolo, aveva vincolato l’equipaggio al segreto. «Molti tecnici della Nasa si sono convinti che gli Ufo esistono – ha detto Baker – e questo ha spinto ancora di più l’agenzia ad una politica di segretezza. Nessuno riuscì a scoprire che cosa fosse l’oggetto che quelli dell’Apollo 11 avevano visto, ma è certo che questi avvistamenti non erano rari fino dai tempi dei primi viaggi in orbita: molti equipaggi avevano incontrato oggetti strani».
Anche se il nome di Neil Armstrong è rimasto nella memoria di tutti come quello dell’eroe della missione, il primo uomo a mettere piede sulla Luna, in realtà il vero protagonista di Apollo 11 fu Edwin Buzz Aldrin, colonnello dell’aviazione americana, discendente da una famiglia svedese di fabbri e predestinato ai voli sul nostro satellite dal cognome della madre: Moon. Ci sono pochissime foto di Armstrong sulla Luna, ma ce ne sono moltissime di Aldrin, che molti appassionati dei misteri lunari accusano adesso di non avere raccontato tutta la verità. Basta fare una ricerca sul web con Google o Yahoo per rendersi conto di quante persone nel mondo siano convinte che, anche dopo l’allunaggio, «c’era qualcosa di strano là fuori».
La convinzione nasce da presunte intercettazioni delle comunicazioni fra gli astronauti e la Nasa, fatta da radioamatori a terra. Sceso sul suolo lunare, Armstrong affermò di vedere una intensa luce che proveniva da un cratere. La comunicazione si sarebbe interrotta bruscamente, ma non per le decine di persone che la intercettavano da casa. «Che cosa sono? Che cosa sono? Potete dirci che cosa sono? – avrebbero continuato Armstrong e Aldrin -. Oh Dio, non ci credereste. Siamo qui, stiamo tutti bene, ma abbiamo dei visitors. Vi dico che ci sono altre navi spaziali qui e sono tutte allineate al bordo del cratere».
Di questa flotta galattica non c’è traccia nelle foto e nei filmati che la Nasa ha reso pubblici. Qualcosa dovrebbe potersi vedere negli altri documenti video, custoditi nei National Archives, ma – giusto perché il mistero degli Ufo lunari possa continuare ad affascinarci senza essere smentito -, dei 700 nastri della missione ne sono misteriosamente spariti 698 e l’unica macchina rimasta in grado di trasmetterli non esiste più: era conservata al Goddard Space Flight Center’s Data Evaluation Lab, chiuso e smantellato per mancanza di fondi.
fonte: lastampa.it


Teoria shock di un biologo californiano: la Terra sta collassando ecco perchè tutti questi terremoti


Nelle ultime settimane tanti terremoti hanno colpito molte zone del pianeta, ta cui purtroppo anche l’Italia. La spiegazione di tutto questo, secondo una teoria pubblicata su Nature, sarebbe legata alle responsabilità umane che starebbero provocando un autentico “collasso” del pianeta. Lo pensaAnthony Barnosky, un biologo dell’ Università della California.
Secondo Barnosky la Terra è vicina al punto di non ritorno e si sta preparando ad affrontare i cambiamenti più drammatici e radicali da 12.000 anni a questa parte, da quando cioè i ghiacci hanno inziato a ritirarsi alla fine dell’ultima glaciazione.

Secondo Barnosky e i suoi colleghi che l’hanno supportato nello studio, il problema è causato dall’eccesiva pressione alla quale stiamo sottoponendo il pianeta: a un certo punto, impossibile da prevedere con precisione, qualcosa si rompe scatenando una serie di reazioni a catena i cui effetti devastanti si amplificano un passaggio dopo l’altro, dai terremoti ai fenomeni meteo estremi.
L’esempio più eclatante di queste trasformazioni è il quasi totale azzeramento delle superfici ghiacciate: poco meno di 3000 anni fa la Terra era coperta per il 30% da una coltre di nevi perenni. Oggi queste sono quasi del tutto scomparse.
E il maggior numero di estinzioni nella storia del pianeta si è consumato negli ultimi 1600 anni, sempre secondo ciò che si legge nella ricerca. Tutta colpa dell’uomo? Secondo Barnosky, sì. La razza umana ha causato, ed è tutt’ora la causa, di mutamenti climatici e ambientali rapidissimi: la CO2 nell’atmosera è aumentata del 35% negli ultimi 250 anni, le superfici coltivate o cementificate sono ormai più del 40% del totale delle terre emerse e la popolazione ha sfondato il tetto dei 7 miliardi di individui.
Negli ultimi 200 anni insomma, abbiamo sottoposto la Terra a uno stress molto più elevato di quello che ha scatenato gli ultimi grandi cataclismi.
Ma quali potrebbero essere le conseguenze di tutto questo? Difficile dirlo. I ricercatori ipotizzano estizioni di massa, radicali cambiamenti nelle specie che sopravviveranno per adattarsi alle nuove condizioni e massicce migrazioni. Insomma, uno scenario da “alba del giorno dopo”.
Fino ad oggi tutti gli appelli all’adozione di uno stile di vita a minor impatto ambientale sono rimasti inascoltati: secondo gli scienziati entro il 2025 circa il 50% delle terre emerse sarà colonizzato in qualche forma dall’uomo e per il 2050 la popolazione avrà raggiunto i 9 miliardi di individui.
Vorrei che tra 50 o 100 anni il mondo fosse ancora come oggi, se non un po’ migliore” spiega lo scienziato ai media. “Siamo a un crocevia, e se non cambiamo qualcosa, adesso, lasceremo un pessimo futuro alle prossime generazioni“. Dopotutto alcuni passaggi della ricerca si sembrano un pò eccessivi …

mercoledì 13 giugno 2012

Italia ruota, terra trema: 100 terremoti al giorno dalle Alpi al Pollino



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Gli epicentri delle scosse in Italia
ROMA – L’Italia ruota e la terra trema da nord a sud, da est adovest. Le scosse di terremoto registrate ogni giorno in tutta la penisola sono oltre 100. Oltre 1000 i terremoti da fine maggio. Scosse in Emilia Romagna, nel Pollino in Calabria e sotto le Prealpi Venete che mettono in allarme la popolazione e le autorità. Il motivo dei terremoti è noto: l‘Appennino si insinua sotto le Alpi e la faglia si rompe. E così l’Italia ruota con la placca Adriatica che si infila sotto quella Euroasiatica. La terra non può fare a meno di tremare senza che l’uomo possa prevedere dove e quando il prossimo sisma arriverà.
Il sisma tra Belluno e Pordenone del 9 giugno di magnitudo 4.5 non ha causati danni, ma solo molta paura. Francesco Mele, dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, Ingv, spiega: “Come Ravenna nei giorni scorsi anche questo non si può collegare con l’area emiliana, pur avendo alla base la stessa causa scatenante, cioè la compressione esercitata verso Nord della placca africana che ha la sua lingua superiore nell’Adriatico”.L’effetto che la compressione delle placche esercita è quello di far ruotare la penisola italiana, che vi poggia sopra: “I pezzi di crosta terrestre sotto i nostri piedi che ora cercano di trovare un nuovo equilibrio, seppur temporaneo.L’Italia sta ruotando in senso antiorario. La parte meridionale della crosta terrestre spinge verso la parte settentrionale e, trovando resistenza nei pressi dello Stretto di Messina che fa da perno, ruota e si conficca sotto le Alpi”, spiega Giovanni Gregori, geofisico del Consiglio Nazionale delle Ricerche, Cnr.
Mele ha spiegato: “Solo nelle ultime 24 ore – ricorda Mele – abbiamo registrato un centinaio di terremoti, tenendo conto anche di quelli più deboli. Dopo il terremoto dell’Aquila abbiamo ulteriormente intensificato la rete delle stazioni di rilevamento aggiungendone sugli Appennini e nell’Alta Val Tiberina. Complessivamente a livello nazionale arriviamo a cogliere 12 mila terremoti all’anno anche se quelli superiori ai due gradi della scala Richter sono soltanto circa seicento. Quest’anno saranno sicuramente di più”.
Il problema di questa situazione di costante allerta è l’impossibilità di prevedere quando e dove il terremoto colpirà, ma anche la sua intensità. I geologi di Ingv e Cnr non possono far altro che avvisare le popolazioni che il terremoto potrebbe durare anni, come ha fatto il presidente dell’Ingv Stefano Gresta.
Mele spiega anche che la conoscenza del sottosuolo nella val Padana è limitata, nonostante a partire agli anni ’40 le indagini per la creazioni di giacimenti di gas e petrolio e per lo stoccaggio dei gas registrarono importanti caratteristiche: “ ricerche importanti di cui conosciamo però soltanto una parte dei risultati perché molte sono rimaste segrete e ancora chiuse nei cassetti dell’Eni”. Ricerche che già evidenziarono, come quella per il deposito di gas a Rivara, un sottosuolo di rocce porose e frammentato, dove un terremoto può innescare sciami sismici che durano a lungo e fenomeni come laliquefazione del suolo.

Misteri - viaggio verso l'ignoto


WOLKSWAGEN HOVER CAR: L’AUTO VOLANTE UNDEFINED



L’auto del futuro sarà volante! Chissà quante volte abbiamo sentito questa frase nel corso degli anni, poi sempre puntualmente smentita dai fatti quando le ipotesi di design si scontravano con la dura realtà della fase realizzativa. Questa volta però potrebbe esserci la svolta, stando almeno a sentire le intenzioni di Volkswagen, che al Salone di Pechino 2012 ha svelato al pubblico la sua idea di mobilità del terzo millennio: la Hover Car.
Volkswagen Hover Car auto volante video
L’auto sportiva? E’ anche un motoscafo
Chi però pensava a vetture con le ali potrebbe rimanere deluso vedendo il più curioso tra i tre prototipi realizzati dalla Casa tedesca nell’ambito del concorso “People’s Car Project”, svoltosi proprio nel Paese della Grande Muraglia. La Hover Car è infatti un veicolo biposto simile ad una grande ruota, che fluttua sull’asfalto senza produrre gas inquinanti grazie ad un sistema di levitazione magnetica, il tutto ovviamente coordinato con infrastrutture (situate sotto ipotetiche strade del futuro) che possano alimentare veicoli del genere.


Tecnologie del futuro: da Parigi a Roma in 30 minuti, scopri come
Ma la Hover Car non sarebbe solo un’auto dalla linea bizzarra, godrebbe anche di una dotazione tecnologica all’avanguardia dove si fa notare, ad esempio, una sorta di “pilota automatico” che segue automaticamente la strada, regolando la distanza di sicurezza rispetto altri veicoli e frenando in caso di pericolo d’incidente.
Giocare ai videogame rende più indisciplinati
Grazie al successo mediatico di questo e degli altri progetti proposti al Salone di Pechino, tra i quali un Maggiolino che cambia colore in base alla musica ascoltata da chi è alla guida, il progetto “People’s Car Project ” è stato rinnovato per i prossimi anni, forte anche delle quasi 120 mila idee giunte da tutta la Cina nel 2011.

Misteri - viaggio verso l'ignoto

mercoledì 6 giugno 2012

VANCOUVER (CANADA): AVVISTATI E RIPRESI DISCHI VOLANTI


Due video inediti che confermano come in questo periodo gli avvistamenti Ufo si sono intensificati nelle provincie canadesi e concentrate soprattutto sulla Columbia Britannica, esattamente a Vancouver, dove alcune persone ammettono di aver avvistato e ripreso oggetti discoidali scuri, sorvolare indisturbati la città tra il 30 maggio e il 4 Giugno 2012. I due video che vedrete sono stati registrati appunto nelle due date e vanno a suffragio delle molte testimonianze.

SVIZZERA: DECINE DI SFERE DI LUCE SORVOLANO BASILEA


Ovni, ovvero grappoli di sfere di luce che questa volta fanno la loro comparsa, sorvolando la città svizzera di Basilea. Il video che vi mostriamo è stato registrato il 15 maggio 2012 e mostra decine di sfere di luce compiere delle evoluzioni che non appartengono alle dinamiche di volo dei palloncini o lanterne cinesi. Oltre alle sfere, nel video è presente un oggetto sferico nero che si alza lentamente, cercando di raggiungere il gruppo di sfere luminose che sembrano attenderlo.
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